Tv, un mezzo che cresce all’insegna del “modello digitale”

television advertisingSecondo uno studio di Accenture, nel 2019 la tv arriverà a raccogliere 524 miliardi di ricavi, con una crescita media annua del 4,5%. Ma nuove sfide si aprono per i broadcaster, tra distribuzione e produzione dei contenuti

Se nel 2016 il mercato televisivo, a livello globale, valeva 459 miliardi di dollari, entro il 2019 questo valore aumenterà fino a 524 miliardi. Nei prossimi tre anni, infatti, i ricavi del mercato televisivo continueranno a crescere a una media del 4,5%.

A rivelarlo è uno studio di Accenture, secondo cui, negli anni a venire, avincere sarà il “modello digitale”. Accenture sottolinea che l’interesse del pubblico nei confronti degli operatori digitali è in costante aumento soprattutto per la capacità degli OTT (Over the Top) di intercettare i gusti e le preferenze dei consumatori prima degli altri, analizzandone le scelte e adeguando di conseguenza la propria offerta di servizi. Se gli operatori digitali esterni al mercato dei video come Uber, Amazon e Wells Fargo hanno sensibilmente modificato la cultura e le abitudini del consumatore, contribuendo a creare un mercato senza barriere e rendendo il profilo stesso del consumatore molto più liquido, parallelamente alcuni operatori interni al mercato televisivo (HBO go e Netflix, per esempio), hanno creato esperienze di usufruizione dei video in diretta competizione con l’offerta dei player tradizionali come Mediaset, RAI premium e Sky go.

Il livello di penetrazione dell’offerta di video digitale è talmente elevato che, secondo la ricerca di Accenture, il 57% degli italiani intervistati si dice disposto a pagare una extra fee per avere accesso a una connessione dati più efficiente, in grado di consentire un’esperienza di video a 360°. Allo stesso tempo, l’alto tasso di personalizzazione garantito dai player digitali potrebbe avere delle conseguenze positive anche in termini di raccolta pubblicitaria: il 37% degli intervistati italiani sentiti da Accenture, sarebbe disposto ad accettare un incremento del contenuto pubblicitario, purchè esso risponda a criteri personalizzati basati sulla cronologia delle ricerche effettuate dall’utente.

Distribuzione e produzione: le nuove sfide del mercato televisivo

Se da un lato il consumo aumenta, il mercato televisivo si trova comunque a dover fronteggiare delle importanti sfide, riguardanti sia la distribuzione che la produzione di contenuti video.

Dal punto di vista distributivo, il consumatore, ormai abituato all’iper personalizzazione offerta da provider come Netflix, si aspetta dalla tv una maggiore qualità del servizio. Per questo, anche in Italia si stanno diffondendo le Set Top Box, una sorta di decoder basati su tecnologie di Internet of Things, connessi all’apparecchio televisivo e in grado di aumentare la qualità percepita del video.

Netflix si dimostra comunque essere molto più avanti di altri operatori tv sul fronte della personalizzazione dei contenuti. Il celebre servizio di streaming di video spende 20 volte in più sull’analisi delle preferenze del consumatore rispetto a un tradizionale fornitore PayTV, dedica 5 risorse in più rispetto alla media del settore alla gestione dell’esperienza del singolo spettatore e alla definizione delle interfacce utente. Nel dettaglio: mentre Netflix dedica a queste attività il 6,6% dell’organico, Comcast ne dedica soltanto l’1,6% e Sky l’1,8%.

C’è poi il tema del costo della produzione dei contenuti: i broadcaster tradizionali hanno da tempo abbracciato la tendenza ad acquistare esternamente i contenuti da trasmettere con dei costi che l’attuale modello di business non è più in grado di sostenere, riducendo contestualmente anche la capacità di produrre contenuti originali e in grado di valorizzare il brand. In questo senso, creare internamente dei contenuti può rappresentare una nuova leva per ridurre i costi e aumentare i ricavi. Un interessante esempio europeo è quello dei BBC Studios. All’inizio del 2017, infatti, la BBC ha creato una società commerciale dedicata all’ideazione e produzione di contenuti che non opera solo per esigenze di palinsesto ma anche per terzi, rivendendo all’esterno contenuti video originali.

«Il broadcaster deve innovare e implementare tecnologie in grado di rendere il contenuto video fruibile in un’ottica multi device e multi formato (utilizzando, per esempio, i droni durante le riprese di una competizione sportiva), costruire e innovare continuamente l’offerta on demand facilitando il reperimento e la disponibilità dei contenuti integrandoli con offerte pubblicitarie personalizzate e ad hoc – commenta Paolo Baile, Communication, Media & Technology Lead di Accenture Strategy -. Automazione e Intelligenza Artificiale aiuterebbero a ridurre i costi operativi della produzione di contenuti: dalla gestione della documentazione ai metadati, dal controllo di qualità dell’assemblaggio e all’emissione. Sfruttando il cloud si ridurrebbero i costi di possesso rendendo più sostenibili le infrastrutture personalizzate in base alle esigenze dei diversi settori, come l’emissione».

Fonte: Engage.it

Skerma bianco

icon address1Via Elena, 60

icon address1Corso Umberto I, 63

93100 Caltanissetta

icon telephone+39 0934 585996

icon emailcommerciale@skerma.it

Iscriviti alla newsletter

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Se vuoi altre informazioni o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione