Video vs. TextL’ultimo report della società svela come i video non sono così popolari tra i lettori dei media online come si è portati a credere. I filmati risultano essere il contenuto che coinvolge di meno gli utenti

Il 2016 è stato l’anno dei video, un contenuto ritenuto ormai indispensabile per i social media e le testate attive sulla Rete. Facebook ha investito moltissimo in questo formato e ha presentato, tra le altre cose, i Live Video, che da poco hanno debuttato anche su Instagram, e li ha potenziati con la tecnologia 360, ma anche le altre realtà non sono state a guardare. Per citare alcuni esempi, Snapchat ha ampliato i suoi formati adv, Mediaset ha acquisito una partecipazione in Studio 71, diverse piattaforme supportano l’utilizzo di video a 360, mentre le società di digital advertising presentano formati pubblicitari ad hoc.

I filmati sono ritenuti capaci di coinvolgere gli utenti e trattenerli per maggior tempo sulle diverse piattaforme.

L’ultimo report presentato da Parse.ly suggerisce però che i video non sono così popolari tra gli utenti come si è portati a credere.

L’Authority report, uno studio delle performance dei media digitali realizzato prendendo in considerazione contenuti pubblicati tra il dicembre del 2014 e dicembre del 2015, svela come a generare il maggior engagement non sono i video ma i long form, i contenuti composti da almeno mille parole. I filmati risultano essere il contenuto che coinvolge di meno i lettori: hanno un tasso di interazione inferiore del 30% rispetto ai testi con una lunghezza compresa tra le 200 e le 600 parole. Gli articoli più lunghi hanno un tasso quasi doppio rispetto alla media.

Secondo l’analisi della società newyorkese, gli utenti sono scoraggiati a guardare i filmati per diversi motivi, tra cui i lunghi tempi di caricamento e l’autoplay, che porta i lettori ad abbandonare la pagina.

Inoltre, ci sono differenze di comportamento tra chi accede ai siti di informazione tramite Google o da Facebook. Chi arriva dal motore di ricerca è più portato a interagire con un long form mentre chi arriva dal social network predilige video, immagini e contenuti brevi. I visitatori abituali di un sito hanno un engagement maggiore con video e contenuti brevi mentre i long form sono in grado di attirare nuovi utenti con un tasso del 10% superiore alla media. I risultati presentati da Parse.ly trovano riscontro in uno studio di Reuters Institute che rivela come il video non sta crescendo così velocemente come si aspettavano i leader del settore e i pre-roll non sono amati dalle audience che preferiscono contenuti più veloci.

Fonte: Engage.it

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