Social media marketing. Anche in Italia si diffonde la cultura dell'utilità

social-media-marketingIl quinto report annuale stilato da Social Media Examiner, che fa riferimento ai dati mondiali, è stato ulteriormente lavorato da PMI Servizi che ha identificato i trend espressi tramite il sistema delle risposte multiple dai social media marketer dello Stivale.

Tra le diverse considerazioni offerte dai dati ce n'è una che risponde all'eterno dibattito sullo stato di salute dei blog: il 58% degli addetti ai lavori ritiene che "i diari virtuali" siano ottimi strumenti.

Nello specifico, e senza provocare stupore, Facebook (con il 92% delle preferenze), Twitter (80%) e LinkedIn (70%) sono le piattaforme sociali più gettonate. I blog, come detto, superano YouTube (al 56%) e, segno che chi puntava su una rimonta di Google + non avesse torto, il social di Big G supera Pinterest di un punto percentuale, ovvero 42 a 41.
Il dato più piacevole è quell'86% di addetti al marketing che è ormai fortemente convinto dell'importanza dei social network per generare business.

Gli investimenti futuri
La vecchia email ha ancora futuro, almeno dal punto di vista dei budget destinati alle attività di marketing: 87 persone su 100 si dicono disposte ad investire nella pubblicità fatta via email e poi un discreto vuoto fino ad arrivare al 61% di chi vuole puntare sul SEO. Segnale importante che indica la relativa inutilità dell'indicizzazione dei siti aziendali se il proprio marchio è facilmente reperibile sulle reti sociali. Pubblicità (AdWords) al 38%, sponsorizzazioni al 25% sembrano tracciare un andamento a favore delle reti sociali, confermato dal 16% di chi si dice disposto ad investire nella pubblicità radiofonica e dall'11,5% di chi vuole puntare ancora sulla TV.

Sempre più scienza coscienza e conoscenza
Anche in Italia si diffonde la cultura dell'utilità del social media marketing; l'89% dei marketer crede fermamente nella possibilità di aumentare la visibilità, il 69% per sondare e conoscere meglio il mercato, il 65% per la fidelizzazione della clientela e, dato confortante, la questione economica – seppure importante – è tra le meno gettonate (47%). Ma la classica ciliegina sulla torta è rappresentata da quel 43% che si aspetta un incremento delle vendite. E questo dato è la conferma che i media marketer italiani conoscono piuttosto bene l'ambito in cui si muovono. Rob Howard, CTO di Telligent e indiscusso conoscitore del social media marketing, è stato tra i primi a sostenere che le reti sociali non sono utili a fare crescere la clientela, quanto a istaurare un rapporto di fidelizzazione con i clienti esistenti.

Fonte: ilsole24ore

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