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Caffeina ha analizzato le reazioni del pubblico su Facebook, Twitter e Google all'inchiesta mandata in onda su Rai 3 il 2 novembre.

Il 2 novembre  è andato il onda il servizio di ReportSiamo tutti oche“. Si tratta di un’inchiesta sulle scelte di alcuni marchi di lusso di servirsi di piume d’oca provenienti da territori non riconosciuti dall’Onu in cui gli animali vengono maltrattati.

Caffeina ha analizzato l’impatto che il servizio ha avuto sulla reputation di Moncler su Facebook, Twitter e Google.

Su Facebook, la violentissima reazione degli utenti ha colpito in pieno la Fanpage ufficiale della Maison, forte di più di un milione di fan, con insulti, attacchi e critiche al trattamento riservato agli animali e alla scelta di produrre all’estero. Le reazioni a ogni post del Brand sono letteralmente schizzate alle stelle, passando da una media di 30 commenti al giorno nei post di ottobre a un picco di più di 1.800 per quello pubblicato il 2 novembre.

Anche su Twitter, “piazza virtuale” per eccellenza delle crisi, gli effetti sono stati esplosivi: i tweet contenenti “Moncler” sono montati da una media di poche decine al giorno durante il mese di ottobre ai più di 3.000 del 3 novembre, con frequenti richiami al boicottaggio.

Gli effetti si sono sentiti anche sulle SERP di Google, che già il 2 novembre ha indicizzato un picco di risultati correlati a Moncler, pari al triplo dell’andamento normale.

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Il caso è ora nella sua piena fase di hype. Il buzz decrescerà gradualmente, lasciando però alle proprie spalle una coda di strascichi negativi. L’impatto subìto da Moncler è serio e profondo, nonostante la pubblicazione di comunicati stampa circostanziati, e siamo probabilmente ancora all’inizio, con Moncler che ha dato mandato ai suoi legali per tutelarsi in tutte le sedi. Nei procedimenti che si apriranno, anche il danno reputazionale subìto online avrà probabilmente un importante ruolo da giocare, in un periodo di acquisti natalizi ormai alle porte e di consumatori sempre più consapevoli.

Fonte: Engage