Il logo perfetto? No, il logo efficace. Quando la sola creatività non basta

come creare un logo perfettoUn giusto equilibrio tra tecnica grafica, creatività, rispetto delle regole comunicative e psicologiche è quel che rende un logo efficace.

Prestare attenzione ai colori, al font, all’armonia degli elementi, alla leggibilità, alla scelta migliore tra il solo logotipo o il lettering unito ad un pittogramma (e, in quest’ultimo caso, scegliere tra idreogrammi e segni iconografici).

Decidere se inserire anche una specifica, un payoff, valutare quanto adattabili ai tempi possano essere le idee avute, considerare alcune teorie psicologiche e neuroscientifiche (ad esempio quanto è facile da memorizzare), condurre ricerche per scoprire se altri hanno avuto idee simili, considerare il posizionamento del brand: come si può dedurre anche solo dalla lettura di questo elenco, il processo decisionale legato ad un logo richiede attenzione e riflessione. Scopo del logo è, infatti, quello di rappresentare al meglio – in un certo senso, riassumendoli – i valori e le caratteristiche aziendali.

Un po’ come il nome che si sceglie per un brand, un prodotto o un’organizzazione, il logo è una scelta da ponderare con calma, in quanto strumento dalla notevole importanza nelle strategie di marketing. Del resto, si tratta dell’elemento che, più di ogni altro, potrebbe restare nella mente del cliente o potenziale tale. È ovvio, però, che la definizione del concept e la successiva realizzazione non sono il frutto di una sorta di operazione scientifica il cui risultato è garantito se tutte le indicazioni di base, sopra riportate, vengono seguite una per una. Ciò che occorre è un giusto equilibrio tra la tecnica grafica e il rispetto delle regole comunicative con la creatività.

Da un lato, infatti, si verifica spesso la situazione in cui i grafici seguono ossessivamente solo la perfezione delle forme estetiche, un qualcosa di bello allo sguardo ma povero di originalità o di contenuto; dall’altro succede ancora più spesso che gli stessi grafici o le agenzie di comunicazioni incaricate della creazione dell’ideazione e realizzazione del logo siano eccessivamente guidate dalla creatività, senza contare poi che non tutti si rivolgono ad esperti perché già convinti della propria idea. Serve, insomma, una creatività moderata, ma soprattutto funzionale.

Per usare le parole di Patrizia Parca, Graphic Designer di Powerlogo, «creatività è un termine abusato nella comunicazione e nel marketing, un mito giovanilistico che rimane una parola vuota se non è inserita all’interno di una rigorosa progettazione».

Dare eccessivo spazio alla creatività, infatti, può essere deviante rispetto agli obiettivi; ad esempio, può portare ad una maggiore espressione di se stessi – sia che si tratti del grafico, sia di chi ha già una propria intuizione e non vuole affidarsi ad esperti – che non del messaggio di fondo da veicolare.

È palese, dunque, che il logo perfetto da ogni punto di vista non esiste; l’ideale sarebbe riuscire a coniugare tutte le conoscenze di un team e le diverse competenze per rispondere alle diverse esigenze per un equilibrio tale da portare alla creazione di un logo quanto più efficace possibile.

Fonte: Insidemarketing.it

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