email mobile iconL'indagine di ContactLab quantifica in 3 milioni in più gli italiani che nel 2014 consultano la posta elettronica da smartphone e tablet. Presentati anche i dati relativi alla ricezione di newsletter: piacciono sempre più.

In Italia nel 2014 è cresciuto di quasi il 50% il numero di utenti che consultano l’email da mobile, in seguito alla diffusione di smartphone e tablet per navigare su internet. Risultano essere 3 milioni in più gli italiani che accedono alla propria casella di posta in mobilità.

Il dato è stato messo in evidenza dall’Email Marketing Report 2014 di ContactLab, il primo capitolo della seconda edizione dello European Digital Behaviour Study, l’indagine divenuta un appuntamento ricorrente per delineare l’evoluzione dei comportamenti digitali degli utenti internet in 5 Paesi europei.

Dall’analisi risulta che l’email si conferma una priorità indiscussa della navigazione da qualsiasi dispositivo: la consultazione della posta elettronica nell’arco della settimana è un’abitudine per il 91% degli utenti internet italiani.

Se consideriamo solo gli utenti dotati di smartphone, 7 su 10 leggono e scrivono email almeno una volta alla settimana. Pochi altri media oltre l’email hanno un livello di penetrazione così capillare e una frequenza di utilizzo altrettanto elevata: il bacino degli utenti raggiungibili dall’email marketing corrisponde alla quasi totalità degli utenti internet d’Italia.

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L’utilizzo dei dispositivi mobili per connettersi online continua a crescere, così come sono sempre più evidenti le sovrapposizioni tra i diversi device. Oggi il 10% degli utenti internet italiani si collega alla rete con tre diversi dispositivi: un numero che è cresciuto del 67% in un anno e che rivela un’abitudine destinata a crescere esponenzialmente non solo in Italia ma anche in Europa.

In Italia gli utenti preferiscono accedere alla propria casella tramite la webmail (65%), dato che conferma una tendenza già in corso da qualche anno. Rispetto al 2013 guadagna posizioni la lettura attraverso i programmi di posta (21%), certamente grazie alla sempre maggiore diffusione delle app per mobile.

Resta stabile invece il numero di caselle di posta utilizzate in Europa, in media due a testa. In Italia il 30% degli utenti utilizza abitualmente più di 3 indirizzi.

Se interrogati sul numero di newsletter a cui gli utenti internet sono iscritti, italiani, tedeschi e francesi ricordano 6 iscrizioni; gli inglesi quattro, gli spagnoli tre.

In Italia l’85% degli utenti internet è iscritto ad almeno una newsletter: è questo l’universo di riferimento quando nell’Email Marketing Report si tracciano i motivi di iscrizione alle newsletter, si studiano i comportamenti adottati dagli utenti alla ricezione di email promozionali, si indaga la percezione del servizio offerto e più in generale si descrive l’evoluzione di quelle abitudini in grado di influenzare il mercato.

Gli utenti internet italiani ed europei si fidano dei contenuti proposti nelle newsletter che ricevono, ogni anno di più: nel 2014 in Italia lo dichiarano più di 7 iscritti su 10, mentre più della metà degli iscritti ad almeno una newsletter ha poi concluso un acquisto nel punto vendita dopo aver ricevuto un messaggio del brand via email. Uno su tre ha invece acquistato online cliccando direttamente sul link presente in newsletter.

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L’email si rivela in tutta Europa lo strumento di comunicazione ritenuto più efficace per seguire un marchio o un’azienda: anche in Italia tra tutti i canali, infatti, è stato quello giudicato utile a questo scopo dal maggior numero di utenti (69%). Inferiori ma degne di nota le percentuali di chi apprezza l’efficacia di social network (48%), instant messaging (32%) e push notification (28%).

«Un’ulteriore conferma della solidità del canale – commenta Stefano Lena, VP Sales di ContactLab – che continua a portare ottimi risultati ai brand che lo utilizzano appieno. Il dato fa intendere anche la necessità di iniziare a usare e padroneggiare i diversi canali di contatto all’interno di una strategia omni-channel: da tempo ripetiamo che la sfida della pertinenza (il messaggio giusto, al momento giusto, alla persona giusta) non può più prescindere dalla scelta del canale giusto nel proprio piano di digital direct marketing».

Ancora valide nel 2014 le principali motivazioni che nel 2013 spingevano gli utenti ad iscriversi a una newsletter: restare in contatto con il brand e seguirne la storia nel tempo, ottenere sconti e promozioni attraverso una selezione di prodotti ricevuta comodamente in newsletter e usufruire di benefit esclusivi e personalizzati.

«Nella maggior parte dei casi la motivazione che spinge gli utenti ad iscriversi ad una newsletter non è unica ed esclusiva – prosegue Lena -. Per questo motivo un programma di email marketing per essere efficace dovrà dosare e variare i contenuti dei propri messaggi nell’ottica della fidelizzazione per mantenere viva l’attenzione e coltivare nel tempo una relazione positiva con l’utente».

Tra gli argomenti trattati nelle newsletter a cui si iscrivono gli utenti italiani anche quest’anno al primo posto troviamo stabile la moda. Perdono posizione rispetto al 2013 viaggi e tecnologia, che  lasciano il podio a prodotti di bellezza e libri.

Insieme alla fiducia cresce anche la disponibilità a fornire sempre più informazioni su di sé e sui propri interessi, in cambio di messaggi pertinenti, in linea con le proprie esigenze. Questo atteggiamento è senza dubbio sintomatico di una crescente consapevolezza del valore dei propri dati: il consumatore li concede per  trarne vantaggio e si aspetta che il brand non deluda le sue aspettative.

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Gli utenti dimostrano più in generale una maggiore selettvità nella fruizione dei messaggi. In Italia due utenti su tre non aprono nemmeno il messaggio se non vengono incuriositi dal subject e tre su quattro cancellano l’email senza nemmeno leggerla quando non riconoscono il mittente. Un’ulteriore conferma viene dal dato sull’abitudine a scaricare le immagini alla ricezione di una newsletter: almeno due utenti su tre in ogni Paese affermano di non attivare le immagini se non riconoscono il mittente della newsletter.

Alla maggiore selettività si lega, in parte, la perdita di interesse verso le newsletter a cui pure si era iscritto spontaneamente qualche tempo prima.

Sono numerosi gli utenti a cui è capitato di cancellare le email ricevute senza nemmeno leggerle (59%) o di catalogarle come spam (32%) quando non più interessati a riceverle, invece di disiscriversi dal servizio tramite il link dedicato (68%). In questi casi è fondamentale saper gestire e non ignorare il disinteresse provando a riattivare il contatto che, se non reagisce, andrà eliminato dal database. Allo stesso tempo è importantissimo prevedere una strategia di customer engagement in grado di conquistare continuamente il consumatore, dandogli valore e fidelizzandolo nel tempo.

Coltivare l’interesse degli utenti può infatti portare al brand ulteriori benefici. Chi riceve messaggi che giudica interessanti è predisposto a viralizzarli, condividendoli spontaneamente: un utente italiano su cinque tra chi è iscritto ad almeno una newsletter dichiara di condividere sui social network le promozioni ricevute via email.

Fonte: Engage.it

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